Giustizia. Un’esigenza fondamentale

18 Ott

Una nuova politica al “risveglio della storia”
Secondo diversi studiosi – ma anche a parere del cittadino comune – ci troviamo in un’epoca di grandi mutamenti, tanto da far prefigurare un vero e proprio risveglio della storia, ai quali necessita come nutrimento essenziale una prospettiva ideale capace di generare nuove visioni del mondo. Globalizzazione, tecnologia, lavoro, finanza, welfare, sicurezza, migrazioni sono tematiche fondamentali che in ogni campagna elettorale, in qualsiasi dibattito televisivo e in qualunque convegno tematico emergono in tutta la loro problematicità. Politici e studiosi, cittadini e movimenti, avanzano di volta in volta strategie destinate, a parer loro, a riformare energicamente e radicalmente l’attuale contesto. Lo sconquasso, ad ogni livello e tensione, della politica spinge, o almeno dovrebbe, verso una visione unitaria e semplice della realtà. Tale visione, ancor prima di calcolare gli aspetti tecnico-scientifici e produttivi, è orientata a riconsiderare, in vista della riforma della politica, il principio della giustizia sociale in grado di garantire agli uomini un’autentica libertà.

La giustizia poggia sulla carità
La giustizia risulta fra i temi centrali della rivelazione biblica. Il cammino di liberazione del popolo ebraico e, in Cristo Gesù, dell’intera umanità trova nella concretizzazione della giustizia terrena un fondamento insostituibile per una perenne attenzione verso le situazioni di povertà e di privazione. La tensione a favore di una maggiore equità nei dinamismi della convivenza umana si presenta come una sorta di dialogo fra il Dio liberatore e l’umanità oppressa. Infatti, la risposta che il popolo deve dare all’azione liberatrice di Dio è la costruzione di una convivenza fondata sulla giustizia come condizione per la realizzazione della piena comunione interumana. Da questo dialogo, possiamo notare come la giustizia poggi sulla carità divina la quale permette la fondazione, per il tramite della condivisione dei beni del creato da parte dell’uomo, di una società effettivamente reciproca e relazionale. Allora, la giustizia sociale può fondarsi solo su una verità trascendente, cioè sul riconoscimento della dignità trascendente della persona umana.

La dimensione politica della giustizia
Al numero 73 della costituzione pastorale Gaudium et spes del Concilio Vaticano II si afferma che: «Per instaurare una vita politica veramente umana non c’è niente di meglio che coltivare il senso interiore della giustizia». L’invito conciliare a coltivare il valore fondante della giustizia ha una portata politica poiché l’obiettivo di una società fondata sull’equità è il bene comune. Bisogna precisare, però, che senza l’affermazione e il rispetto di regole di condotta configurate sul modello di una comunità umana orientata alla promozione del bene condiviso, dietro l’angolo può insinuarsi il prevalere della forza sulla giustizia e dell’arbitrio sul diritto. Difatti, una parte importante della giustizia sociale dipende dal modo con cui ci vediamo e ci parliamo l’uno dell’altro. Tuttavia, oltre ad una opportuna disposizione, abbiamo bisogno di leggi buone. L’opera di sostegno per l’attuazione di una politica radicata sulla fondamentale esigenza della giustizia apre ad una logica nuova che, secondo papa Francesco, non è più rinviabile: «Se la terra ci è donata, non possiamo più pensare soltanto a partire da un criterio utilitarista di efficienza e produttività per il profitto individuale. Non stiamo parlando di un atteggiamento opzionale, bensì di una questione essenziale di giustizia» (Laudato si’, n. 159).

A sostegno dell’etica civile
Questa concezione della giustizia non appare come un arbitro imparziale, ma come un lottatore che si schiera a sostegno, in ogni possibile contestualizzazione, sia della dignità umana sia della tutela dell’ambiente. In tal modo, si riformula una teoria e una pratica della giustizia che reinterpretano i diritti e la dignità umana come dimensioni riconosciute e garantite da una politica volta al bene comune. Di fatto, come riporta il terzo articolo della Costituzione italiana, è compito delle istituzioni politiche assicurare a tutti i cittadini lo sviluppo delle personali capacità da mettere in circolo all’interno della società. Porre la giustizia come un’esigenza fondamentale significa suggerire una prospettiva di etica civile nella quale ciascun uomo ha diritto di essere riconosciuto dai singoli e dalle istituzioni.

Rocco Gumina

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